L' indice di resa cromatica (IRC) permette di indicare come una fonte di illuminazione artificiale mostra i colori . Indica, quindi, come una lampada riproduce i colori rispetto alla luce naturale del sole. L'indice di resa cromatica viene spesso indicato con la sigla CRI (color rendering index) che può assumere valore tra 0 e 100 , dove 100 rappresenta la luce naturale del sole.
L'indicazione di resa cromatica indica come la sorgente luminosa fa risaltare i colori. Più alto e l'indice di resa cromatica e meglio saranno rappresentati i colori . Generalmente si ricorre a casi con indice di resa cromatica eccellente (compreso tra 90 e 99) solo per attività particolari e specifiche che richiedono molta precisione e una resa cromatica perfetta. Potrebbero essere ricercate quando si dipinge, si restaura ma anche in alcune vetrine dei negozi.
L'indice di resa cromatica è indipendente dal colore della luce . La luce è percepita dall'occhio umano in tre tonalità: bianco caldo, bianco naturale e bianco freddo. L'IRC è indipendente dalla temperatura del colore.

Il fattore di potenza (Power Factor o PF) di un dispositivo luminoso o di un alimento indica il rapporto tra la potenza attiva (cioè i watt trasformati in emissione luminosa visibile) e la potenza apparente spesa per il funzionamento della fonte luminosa (cioè i watt realmente assorbiti dalla rete elettrica).
Un fatto dire potenza troppo basso è un chiaro segno di inefficienza.
Quando si acquista un dispositivo è opportuno verificare attentamente le specifiche tecniche del prodotto. Scegliere prodotti con almeno un Power Factor pari a 0,7 assicura, generalmente, un corretto funzionamento dell'impianto.

L' angolo di irraggiamento
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Spesso di parla di apertura del fascio di luce emesso dal dispositivo d’illuminazione. Il fascio luminoso nelle fonti d’illuminazione LED rappresenta il percorso della luce a seguito della sua emissione dalla fonte. L’ampiezza del fascio di luce è l’angolo luminoso creato da una sorgente luminosa quando raggiunge una certa superficie. Essa viene espressa in gradi ed è variabile a seconda della tipologia di lampada. Generalmente, si va da un minimo di 10° ad un massimo di 360°. Ad un angolo acuto corrisponde un fascio di luce concentrato su un singolo punto ben definito. Al contrario, con un’apertura più ampia corrisponde un fascio di luce più diffuso.

Il grado di protezione
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E’ importante tenere in considerazione il codice IP quando si sceglie un dispositivo luminoso. Sulla base di standard internazionali, viene definito questo parametro (chiamato anche grado di protezione IP) che serve a definire il grado di protezione dalla penetrazione dei corpi solidi e dei corpi liquidi.
La prima cifra indica il grado di protezione contro la penetrazione dei corpi solidi. Si tratta di un valore che va da 0 a 6.
La seconda cifra rappresenta la protezione contro la penetrazione dei corpi liquidi. Questo valore parte da 0 fino ad un massimo di 8.
Per prima cosa è fondamentale distinguere tra le lampade da interno e le lampade da esterno. Per le lampade da interno ti consigliamo di valutare attentamente le condizioni dell’ambiente in cui devono essere installate per garantire il corretto funzionamento del prodotto in sicurezza. Un grado di protezione IP20 è sufficiente per ambienti come il soggiorno e la camera da letto. Per la cucina e il bagno, invece, si consiglia una protezione maggiore.

Dimmerabilità
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Il termine dimmerabile deriva dalla parola dimmer che, in italiano, significa abbassare la luce. Si tratta, infatti, di un particolare componente elettronico che viene sfruttato per regolare e gestire la quantità di luce emessa dalla sorgente scegliendo quella che si preferisce. Le lampadine LED dimmerabili possono offrire numerosi vantaggi perché danno la possibilità di regolare l’intensità della luce con estrema facilità. Inoltre, consentono di ridurre i consumi energetici quando non è necessario utilizzare una luce potente.

La classe energetica
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Quando si acquista un nuovo prodotto è fondamentale controllare i livelli di consumo energetico. L’unione Europea, soprattutto negli ultimi tempi, ha dato molta importanza a questo aspetto e, per questo motivo, ha modificato le classi energetiche.
L’etichetta energetica, introdotta nel 1994, aiuta il consumatore a fare la scelta più sostenibile valutando i costi e i consumi degli apparecchi elettronici. Secondo le norme più recenti, l’etichetta va sistemata su tutti i dispositivi che utilizzano energia.
Nel 2021 è arrivata la nuova etichetta energetica . L'obiettivo di questo cambiamento è fornire informazioni più semplici e consultabili anche in modalità smart al fine di migliorare, in tutta Europa, l'efficienza energetica dei prodotti in circolazione. Inoltre, la vecchia scala energetica era inefficiente e poco trasparente perché moltissimi prodotti erano collocati nelle 2-3 classi superiori, rendendo difficile fare una chiara distinzione a livello di convenienza. Il cambiamento è utile anche al fine di stimolare l'innovazione tecnologica perché lascia spazio, nelle classi più alte, per i nuovi modelli più efficienti che entreranno in un futuro nel mercato.

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