QUANTE LUCI SERVONO DAVVERO IN UNA STANZA? Guida pratica per Studio e Home Office
Dopo aver parlato di cucina, soggiorno, camera da letto, cabina armadio, bagno, ingresso e corridoio, arriviamo a un ambiente sempre più presente nelle case: lo studio o home office.
Che si tratti di una vera stanza dedicata al lavoro o semplicemente di un angolo ricavato all’interno del soggiorno o della camera da letto, l’illuminazione deve essere progettata con particolare attenzione. Qui, infatti, non basta creare atmosfera: bisogna anche garantire una buona visibilità durante la lettura, la scrittura e l’utilizzo del computer.
Il principio rimane quello che abbiamo seguito negli articoli precedenti: una sola fonte di luce non basta. Una plafoniera centrale può illuminare l’ambiente, ma difficilmente sarà sufficiente per illuminare correttamente il piano di lavoro. Inoltre, una luce posizionata male può creare ombre, riflessi sul monitor e fastidio agli occhi.
Vediamo tre configurazioni completamente diverse.
Soluzione 1: Studio piccolo con scrivania contro la parete
È una delle situazioni più comuni, soprattutto negli appartamenti dove lo spazio a disposizione è limitato. La scrivania viene posizionata contro una parete, magari sotto una finestra o accanto a una libreria.
Numero minimo consigliato: 3 punti luce.
Il primo è la luce generale, che deve garantire un’illuminazione uniforme dell’ambiente. Una plafoniera compatta oppure alcuni faretti distribuiti sul soffitto sono sufficienti per evitare che il resto della stanza rimanga troppo buio.
Il secondo punto luce è quello più importante: la luce dedicata alla scrivania. Una lampada da tavolo orientabile permette di illuminare direttamente il piano di lavoro e di adattare la direzione della luce alle diverse attività. È importante posizionarla in modo da non creare ombre durante la scrittura. Se si utilizza principalmente il computer, bisogna inoltre evitare che la luce si rifletta direttamente sullo schermo.
Il terzo livello può essere una luce indiretta dietro la scrivania o sulla parete. Una piccola applique, una lampada decorativa o una striscia LED posizionata dietro una mensola possono creare uno sfondo luminoso più morbido. Questo accorgimento è particolarmente utile durante le ore serali, quando lavorare davanti a uno schermo con una stanza completamente buia può creare un contrasto poco confortevole.
Soluzione 2: Scrivania al centro della stanza
Quando lo spazio lo permette, posizionare la scrivania al centro della stanza può creare un ambiente molto più scenografico. In questo caso, però, la luce deve essere studiata per illuminare correttamente il piano senza ostacolare la libertà di movimento.
Numero minimo consigliato: 4 punti luce.
La soluzione più interessante può prevedere una sospensione o una lampada lineare sopra la scrivania. Questo elemento diventa contemporaneamente una fonte di illuminazione funzionale e un elemento d’arredo. La luce deve essere sufficientemente uniforme e non creare abbagliamento sul piano o sul monitor. Una sospensione dimmerabile permette inoltre di modificare l’intensità in base al momento della giornata.
A questa fonte si aggiunge l’illuminazione generaledell’ambiente. Faretti o una plafoniera possono garantire la luce di fondo, evitando che la zona intorno alla scrivania rimanga troppo scura.
Una terza fonte può essere posizionata su una libreria o su una parete.
Infine, una lampada da terra può completare l’ambiente creando una luce più morbida nelle ore in cui non si lavora.
Il vantaggio di questa configurazione è proprio la possibilità di utilizzare le diverse fonti separatamente: luce più intensa durante il lavoro, illuminazione più morbida durante una pausa o alla sera.
Soluzione 3: Home office integrato nel soggiorno
Sempre più spesso non esiste una stanza dedicata allo studio. La scrivania viene inserita nel soggiorno, in una nicchia o lungo una parete attrezzata. Qui la sfida è diversa: bisogna creare una zona lavoro funzionale senza farla sembrare completamente separata dal resto dell’ambiente.
Numero minimo consigliato: 3–4 punti luce.
La luce generale sarà quella già prevista per il soggiorno, ma non dovrebbe essere l’unica fonte utilizzata mentre si lavora.
Una lampada da tavolo rappresenta la soluzione più semplice per definire visivamente la postazione e fornire una luce dedicata al piano di lavoro. In alternativa, quando la scrivania è inserita in una parete attrezzata, si può utilizzare una luce lineare integrata sotto una mensola.
Un’altra soluzione molto efficace consiste nell’illuminare la parete retrostante la scrivania. Una luce indiretta permette di creare profondità e allo stesso tempo separa visivamente la zona studio dal resto del soggiorno.
Se la postazione è vicina a una libreria, anche alcuni piccoli punti luce integrati nei ripiani possono contribuire a creare una composizione più armoniosa.
In questo modo lo spazio rimane coerente con il soggiorno, ma la zona dedicata al lavoro acquista una propria identità.
Soluzione 4: Home office per due persone
Quando nella stessa casa si lavora in smart working in coppia, è importante progettare due postazioni realmente autonome, anche se inserite nella stessa stanza. Il principio è sempre quello della stratificazione luminosa: oltre alla lucegenerale, ogni scrivania dovrebbe avere una propria fonte dedicata, come una lampada da tavolo o una luce lineare integrata nella mensola.
In questo modo ogni persona può gestire la propria illuminazione in base alle esigenze, evitando di dover illuminare tutta la stanza quando si lavora soltanto su una delle due postazioni.
Numero minimo consigliato: 4 punti luce.
Luce funzionale e luce d’atmosfera devono convivere
Lo studio è uno degli ambienti in cui è particolarmente importante poter gestire le luci separatamente. Durante il lavoro servirà una buona illuminazione sul piano, mentre nelle ore serali potrebbe essere sufficiente una luce ambientale più morbida.
Anche la temperatura colore merita attenzione. Una luce neutra può essere indicata per la zona di lavoro, mentre nelle altre aree della stanza si può preferire una luce più calda e rilassante. Se le due illuminazioni convivono nello stesso ambiente, è però importante evitare contrasti eccessivi.
La posizione della scrivania rispetto alle finestre è altrettanto importante: quando possibile, la luce naturale dovrebbe arrivare lateralmente, evitando riflessi diretti sul monitor.
Una luce generale illumina la stanza, ma non sostituisce quella dedicata al piano di lavoro. Aggiungere una lampada da tavolo, una sospensione o una luce integrata e completare il progetto con una fonte indiretta permette di ottenere un ambiente più confortevole, funzionale e piacevole da vivere. Una buona progettazione permette di lavorare, leggere e utilizzare il computer con maggiore comfort, trasformando anche un piccolo angolo della casa in un vero home office.
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